Salina Isola Slow

Salina rappresenta uno dei prototipi del progetto delle Isole Slow. Sull'isola verde" (così chiamata per la sua fiorente agricoltura) le attività ruotano attorno alla coltivazione del cappero, Presidio Slow Food, del cucuncio e dei vigneti di malvasia. Da 12 anni l’isola delle Eolie ospita la manifestazione Salina isola slow, che promuove la biodiversità locale e il turismo enogastronomico e celebra un modello in cui le bellezze paesaggistiche, l’agricoltura sostenibile e le radicate tradizioni enogastronomiche legate alla pesca artigianale diventano veicolo di attrazione di un turismo attento e rispettoso dell’ambiente. La comunità comprende in primo luogo i produttori del Presidio del cappero e del cucuncio, i coltivatori dei vigneti di malvasia, ma anche i ristoratori orientati a utilizzare nella loro cucina i prodotti dell’isola e del circuito delle Isole slow, la rete di accoglienza e non da ultimi i residenti affettivi, cioè quelle persone innamorate dell’isola che, pur non avendo qui la residenza principale, sposano il concetto di Salina isola slow e si impegnano per favorirne la visibilità.


Salina Isola Slow dal 2003 ad oggi

Salina Isola Slow nasce nel 2003 con una prima escursione dedicata solo a pochi soci della condotta Valdemone e con l’obiettivo di effettuare una escursione a Salina per conoscere meglio il presidio del cappero di Salina.

Nel 2004 si effettua la prima edizione organizzata per l’intera condotta e si comincia ad articolare in tre giornate con un venerdì, sabato e domenica, dedicati a ciascuno dei tre comuni dell’isola, Santa Marina Salina, Malfa e Leni.

Nel 2005 diventa una manifestazione regionale con la partecipazione dell’assessorato al turismo e dell’agricoltura. Viene coinvolto per la prima volta l’arcipelago toscano, con un primo gemellaggio con l’isola d’Elba e la presenza dell’APT dell’arcipelago Toscano. Già da questa edizione sono stati coinvolti molte strutture ricettive dell’isola, oltre ad alcuni ristoratori e produttori di capperi e malvasia. In questa edizione sono venuti ospiti alcuni importanti chef siciliani che hanno cucinato in barca con una degustazione per tutti i partecipanti nella baia di Pollara. Altro progetto affiancato a quello di Salina è stato quello di unire il territorio dei Nebrodi, con il lancio del progetto “Nebrodi ed Eolie due territori Slow”.

Nel 2006 la manifestazione si consolida diventando un evento a carattere nazionale con la partecipazione di alcuni soci Slow Food provenienti da alcune regioni italiane, consolidando il rapporto con l’assessorato all’agricoltura ed il Parco dei Nebrodi. Una nuova partnership si genera con il CNR di Messina l’IAMC, e l’ufficio pesca dell’assessorato provinciale di Messina, con i quali collaboriamo all’interno del progetto Ittios.


Nel 2007 si stabilizza la formula dei tre giorni e dei tre territori coinvolti, dando maggior risalto alle produzioni agricole e del pescato che cominciano a diventare gli attrattori principali insieme alle tradizioni gastronomiche della formula che viene chiamata “Modello Salina” e che genera turismo sostenibile capace di attirare persone con sensibilità verso l’argomento territorio. Si visitano sul territorio anche i musei e le cantine, oltre ai cappereti ed ai vigneti. Unica collaborazione in questa edizione è stata quella del Parco dei Nebrodi, con il quale abbiamo continuato il progetto “Nebrodi ed Eolie due territori Slow”.

Nel 2008 si è introdotta per la prima volta la Salina’s card, una carta di servizi in cui veniva proposta, ad un costo convenzionato, la parte enogastronomica della manifestazione. Erano comprese anche alcune convenzioni con ristoratori, strutture ricettive aderenti ed autonoleggi. Nasce anche per la prima volta la formula di Gusta il Territorio, che prevedeva che i ristoranti aderenti mettessero nel proprio menù delle pietanze ispirate al territorio eoliano, autoctone e stagionali. Il sabato si è effettuato per la prima volta anche il Teatro del Gusto, in cui sul palco del teatro di Malfa, oltre al dibattito sulle tematiche eoliane, viene eseguita in diretta l’insalata Eoliana, una delle pietanze più rappresentative dell’arcipelago eoliano.





Nel 2009, la manifestazione si consolida, con il coinvolgimento stabile dei tre comuni dell’isola e di molti esercenti che adottano la formula di Gusta il territorio. Viene riproposta la Salina’s Card e coinvolti il Parco dei Nebrodi e soprattutto l’assessorato alla pesca della provincia regionale di Messina. Per la prima volta vengono coinvolti in modo cospicuo i bambini con delle attività dedicata a loro, con laboratori del gusto sui capperi e sul miele. In questa edizione viene individuato anche un tema legato alla pesca ed in particolare ad un prodotto ittico caratteristico delle Eolie, il Totano, che viene proposto in tutte le degustazioni della manifestazione, anche con il supporto del progetto “Vitamare” elaborato dall’assessorato alla pesca della provincia di Messina.

Nel 2010 Salina Isola Slow si svolge senza alcun tipo di finanziamento da parte di nessun ente e dimostra di poter essere programmata anche con proprie risorse derivanti dalla gratuità dei servizi messi a disposizione dalle amministrazioni comunali e dagli esercenti aderenti. La manifestazione diventa punto di riferimento del progetto delle Isole Slow e propone il “modello Salina” come esempio per le altre Isole Slow. Si formano alcuni gruppi di sostegno per le degustazioni di piazza. Per Santa Marina Salina le “Donne Slow” e per Leni la comunità di “Rinella Borgo Slow”. Queste comunità sono formate da persone locali che preparano, espongono e fanno degustare le loro pietanze tradizionali preparate in casa. L’obiettivo  è quello di mettere in relazione gli abitanti dell’isola con i turisti, con una trasmissione diretta delle culture e dei saperi locali. In questa edizione c’è stata la partecipazione di alcuni esperti della facoltà di turismo dell’Università di Messina e di uno scrittore inglese Geoff Andrews autore di libri e che dopo questa esperienza ha dedicato a Salina isola Slow un capitolo del libro “Slow Food”.

Nel 2011 si è svolta l’edizione più spettacolare di Salina Isola Slow. Il programma prevedeva un impresa in cui il nuotatore Alessandro Bossini, ha unito a nuoto le sette isole Eolie. Ogni giorno della settimana prima dell’evento, Alessandro ha toccato le sette isole Eolie, raccogliendo una ricetta tipica rappresentativa di ogni singola isola, formando così un unico menù eoliano, unendo in tal modo con un unico immaginario filo gastronomico le sette isole. Oltre questa impresa ci sono stati tre teatri del gusto Slow Food nelle tre piazze principali dei tre comuni di Salina. Su un palco è stata attrezzata una cucina professionale completa arrivata sull’isola con un Tir e sponsorizzata dall’Electrolux. Nelle tre serate di piazza si sono esibiti cuochi stellati insieme a cuochi locali, con la celebrazione della cucina eoliana. La manifestazione è stata anche sede del convegno internazionale delle Isole Slow, con la partecipazione di delegazioni provenienti da ogni parte del Mediterraneo e d’Europa. Si è svolto infine il primo memorial Davide Taranto, in onore di un giovane imprenditore locale, morto per cause accidentali, in cui il tema è stato un concorso gastronomico sull’insalata eoliana. In questa edizione c’è stata la collaborazione della Guardia di Finanza che ha supportato l’impresa di Bossini con la propria ammiraglia e della capitaneria di porto di Lipari che ha partecipato con diversi mezzi navali. Inoltre c’è stata la collaborazione del dipartimento Azienda Foreste Demaniali che sull’isola ha una riserva.


Nel 2012 l’edizione è stata particolarmente veicolata a livello internazionale ed ha visto una cospicua partecipazione di associati Slow Food della Germania, di cui ha partecipato la presidente, della Francia e di altre nazioni europee. Molte le presenze anche nazionali determinate dal fatto che Slow Food ha definitivamente inserito la manifestazione fra quelle nazionali. Salina Isola Slow diventa anche uno dei modelli per le attività da svolgere all’interno del progetto delle Isole Slow. Per la prima volta si affianca al programma dei tre giorni, anche quello di una settimana, proponendo in abbinamento l’Etna ed i Nebrodi. Si mantengono le formule del coinvolgimento dei tre comuni, dei produttori, dei ristoratori e di tutti quei servizi legati alla manifestazione. Si conferma come formula vincente quella della Salina’s card e dei laboratori del Gusto sul cappero e sulla malvasia.