Salina

Il Porto delle Eolie è situato sulla costa orientale dell'isola di Salina, a Santa Marina, uno dei tre Comuni, assieme a quelli di Leni e Malfa. Per estensione (26,8 Km₂), l'isola è la seconda dell'Arcipelago,dopo Lipari.

L'antico nome greco dell'isola era Didyme, che significa "doppio", "gemello", attribuitole in virtù della conformazione, che da lontano la fa apparire doppia isola, per i due alti monti che in essa s'innalzano accostati: la Fossa delle Felci e il Monte dei Porri.
Il nome attuale le deriva, invece, dalla "salina" che si trovava sulla punta di Lingua, frazione di Santa Marina, ormai in disuso, di cui dà ancora testimonianza l'ameno laghetto che si distende sotto un antico Faro.
Salina è, tra le Eolie, la più ricca d'acqua, e di conseguenza, di vegetazione, intensa, fittissima, salvaguardata da un "Parco Regionale" e da una "Riserva naturale", istituiti negli anni Ottanta.

Tra sentieri di macchia mediterranea e boschivi, è possibile ascendere alla Fossa delle Felci, dalla cui sommità si assiste a uno dei panorami più suggestivi che sia dato incontrare alle Eolie.

I profumi del pitosforo e delle erbe aromatiche, alla sera, sospinti da un venticello di terra, discendono dalle gole sovrastanti il porto turistico, avvolgendolo di lievi folate inebrianti.

Nell'Ottocento, Salina è stata anche la più ricca, economicamente, tra le isole, poichè produceva tanto Malvasia di qualità eccellente che veniva esportato fino in Inghilterra, da mercanti di mare che avevano sull'isola una flotta composita. Poi, giunse a distruggere tutto la Fillossera, una malattia delle viti. Per un secolo circa, la grande attività della viticultura si fermò. Fino a quando, negli anni Settanta, un personaggio giunto sull'isola dal Brasile, ma bresciano, Carlo Hauner, cominciò a ripiantare e a riprodurre, riqualificando nel mondo l'immagine del vino Malvasia, prodotto di eccellenza in Salina. Ormai, sono molte le aziende dell'isola che producono insieme al Malvasia, vini di alta qualità, ottenuti soprattutto col favore del microclima.

Un altro prodotto dell'isola, peculiare per qualità, è il cappero, anche questo commercializzato da molte aziende.

Gran parte dell'economia dell'isola gravita intorno al turismo, che si anima soprattutto nei mesi di luglio ed agosto. Ma benchè vivace, l'attività turistica non ha mai sull'isola un carattere invasivo. Non è un turismo di massa, che l'isola non potrebbe contenere, ma soprattutto di gente che va per mare, e quindi, in linea di massima, civile e misurata. D'altro canto, un vincolo paesaggistico ha evitato operazioni di speculazione edilizia che avrebbero potuto degradare il territorio, e lo ha salvaguardato, grazie ad una politica, da questo punto di vista, sempre oculata.







L'isola di Salina è raggiungibile:

Milazzo

www.siremar.it (navi e aliscafi)
www.usticalines.it (aliscafi)


Messina e Reggio Calabria
www.usticalines.it (aliscafi)

Napoli
www.snav.it (navi e aliscafi)